Flat Tax e Sviluppo Concreto

Trickle down”, la teoria del sgocciolamento, la cui efficacia è sostenuta da molti economisti, prevede che se riempi un bicchiere (la società) di acqua (ricchezza) prima o poi ne sgocciolerà un pò verso il basso (poveri) e tutti staranno meglio.
Anche se non sempre questa teoria ha dato i risultati enunciati, soprattutto se pensiamo al capitalismo finanziario, ciò a cui dobbiamo prestare attenzione sono gli effetti che la produzione di ricchezza hanno sulla crescita.
Per poter ridistribuire la ricchezza, credo sia corretto pensare prima di tutto a come produrla, perché il nostro compito è, sia quello di combattere la povertà e non la ricchezza, sia quello di sostenere chi è più disagiato mettendolo nelle condizioni di lavorare e non di ricevere solo sussidi, quali il reddito di cittadinanza.

Da un lato, ogni individuo, attraverso il lavoro prestato, avrebbe una sua dignità, essendo, parte attiva del processo di creazione della ricchezza e, dall’altro, si eviterebbe che la mano che prende i soldi dai cittadini, il fisco, e quella che li elargisce, il welfare, non siano sincronizzate.

A Marzo 2018 la Commissione Europea ha pubblicato la relazione per l’Italia nella quale ha evidenziato squilibri macroeconomici eccessivi, relativi all’elevato debito pubblico e alla debole produttività, in un contesto caratterizzato da una significativa presenza di NPL e dall’alto livello di disoccupazione, soprattutto giovanile.

Poiché “Italy is to big to fail and to big to sustain” (Financial Times), in considerazione della rilevanza internazionale dell’economia italiana, che resta la seconda manifattura europea, è urgente pensare a politiche di crescita per il nostro paese, delle quali l’attuale Primo Ministro non ha fatto alcun cenno nel suo programma di Governo.

Chi mi ha conosciuto sa perfettamente quanto io abbia a cuore l’industria turistica. La parola “turismo”, forti del fatto che l’Italia resta la settima potenza mondiale con leadership importanti, tra le quali anche quella dell’enogastronomia che unitamente al turismo e alla cultura sono il petrolio del nostro Sud, non è mai stata citata nel discorso del Premier, Conte. Quel Sud che arranca e che fatica a rendersi autosufficiente, perchè le numerose energie positive che si potrebbero esprimere sono ancora troppo soffocate o costrette a trovare risposte in terre straniere.

Il Primo Ministro non ha dato alcun segnale concreto sulla valorizzazione del brand “Made in Italy”, che è il terzo marchio più noto al mondo. Ancora una volta, la miopia prevale sull’azione politica progettuale, resa ancor più difficile da una maggioranza cosi scomposta che preferisce un elenco infinito di cose da fare, anziché progettare attraverso riforme corpose e scelte coraggiose di rilancio economico che richiedono competenze, visione e capacità di mettersi in gioco su attività e contenuti ambiziosi.

Forza Italia dovrà certamente analizzare a fondo i propri errori, facendone tesoro e provando a distinguersi su azioni forti da proporre al Governo perché solo cosi, da un lato, non potremo essere accusati in futuro dagli amici della Lega di aver svolto un’ opposizione ideologica e poco costruttiva e dall’altro, potremo preparare le basi per la nostra futura azione di Governo.


Virginia Tiraboschi