In ricordo di Fulvio

Ho conosciuto Fulvio quando lavoravo al Comune di Ivrea e di lui mi avevano colpito la nobiltà e la gentilezza d’animo: un vero gentiluomo piemontese di antico stampo, che si rivolgeva a tutti con garbo, educazione, toni pacati e generosità. 
L’ultima volta che ci siamo salutati fu in occasione di una passeggiata in Val Chiusella, un territorio dove amava rifugiarsi, anche se per poche ore, perché il paesaggio, che i suoi scatti fotografavano con poesia e arte, lo rilassava molto. 
Con Fulvio se ne vanno un pezzo di storia della fotografia eporediese e quegli scatti carichi di poesia e arte non potremo più nemmeno vederli postati su Facebook, un social al quale, con grande maestria, Fulvio si era avvicinato, dimostrando di essere aperto anche al mondo giovanile.
Virginia Tiraboschi